La strada in questo percorso è generalmente buona, ma richiede una guida attenta: molte curve hanno ingresso cieco e la visibilità non è sempre ideale. Conviene ritardare l’ingresso e lasciar scorrere la moto con una traiettoria pulita, perché tra vegetazione, muretti a secco e cambi di luce ci sono punti dove non vedi cosa c’è dopo la curva. È proprio questo mix di tecnica e prudenza che rende il giro interessante.D’estate diventa uno dei miei preferiti: qui si respira sempre qualche grado in meno rispetto alla costa e la Valle d’Itria regala un fresco che ti accompagna per tutto il tragitto. Attraversi zone che sembrano dipinte, con trulli sparsi ovunque, ulivi antichi e piccoli rilievi che spezzano il paesaggio. È uno di quei percorsi dove ti ritrovi a rallentare non per paura, ma per goderti ciò che hai intorno.Tra Martina Franca, Ceglie Messapica e Ostuni la strada è un continuo alternarsi di curve, saliscendi e scorci improvvisi. Il traffico è moderato, tranne nei weekend estivi, e l’asfalto è buono anche se qualche tratto più vissuto nelle zone rurali si nota. La bellezza è che non ci sono lunghi rettilinei: la guida resta sempre viva, mai monotona.Se ami fare foto o reel con la moto, questo giro è perfetto. La luce che filtra tra gli ulivi, i trulli isolati lungo le provinciali e i panorami che si aprono all’improvviso sono spot naturali che non hanno bisogno di filtri. È un percorso che unisce tecnica, frescura e paesaggio, e ogni volta che lo rifai ti sembra diverso.
Nessuno
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