Prima tappa: Cascata dell’Acquafraggia e Piuro
Verso le 8:30 si raggiunge Piuro, dove si trova la spettacolare Cascata dell’Acquafraggia, alta 315 metri. È la prima vera sosta panoramica del viaggio: una pausa breve, di circa 10 minuti, permette di ammirare la potenza dell’acqua e il contesto naturale. Da qui la strada cambia progressivamente: dai boschi di castagni si passa ai larici, mentre si entra in territorio svizzero.
Passo Maloja
Intorno alle 9:45 si arriva al Passo Maloja (1.815 m). Pur non essendo un valico tradizionale, rappresenta un punto di drenaggio naturale con viste aperte sulle Alpi orientali. La strada è ampia, ben disegnata e molto apprezzata da chi ama curve regolari e un asfalto impeccabile. È un tratto che invita a una guida fluida e rilassata.
Passo Julier: il cuore del viaggio
Tra le 11:30 e le 12:00 si raggiunge il Passo Julier (2.284 m), definito la “perla assoluta” dell’itinerario. Qui si trovano circa 40 km di curve perfettamente armoniche, con un asfalto di qualità eccellente. È il punto più alto della giornata e il tratto più gratificante per chi cerca una guida sportiva ma sicura. Le curve sono ampie, prevedibili e permettono un ritmo costante.
Gola della Viamala
Scendendo verso Thusis, si incontra la Gola della Viamala, una fenditura profonda 300 metri scavata dal fiume Reno. La strada corre sospesa tra pareti verticali, creando un ambiente scenografico unico. Non è un tratto particolarmente tecnico, ma l’impatto visivo è notevole e il suono del motore che rimbalza sulle pareti rocciose amplifica l’esperienza.
Passo Spluga: la sfida tecnica
Verso le 13:30 inizia la salita al Passo Spluga (2.113 m), il tratto più impegnativo dell’intero itinerario. Qui si affrontano tornanti strettissimi, curve a gomito e carreggiate ridotte. È un segmento che richiede concentrazione, esperienza e padronanza della moto. Nonostante la difficoltà, l’asfalto è in ottime condizioni e il panorama dalla cima ripaga ampiamente lo sforzo